Le banche spagnole criticano gli aumenti di capitale di Bruxelles e BCE per ridurre i crediti tossici

Possono provocare incertezza e comportare costi elevati, avverte la AEB.
I due aumenti straordinari di capitale proposti da Commissione Europea (CE) e Banca Centrale Europea (BCE) per tutelare e ridurre i crediti deteriorati (NPL, dalla sigla inglese) delle banche dell’Eurozona, preoccupano il sistema bancario spagnolo. Così ha fatto sapere la principale associazione di categoria del settore (la AEB) in una memoria sul disegno di legge inviata alle autorità comunitarie, che la scorsa settimana hanno chiuso il termine per ricevere opinioni e suggerimenti delle parti interessate.
A fine 2017, l’Esecutivo europeo e la BCE avevano emanato un pacchetto di norme che, tra le altre misure, contemplava l’imposizione di due nuovi aumenti obbligatori di capitale, per coprire i nuovi eventuali NPL che dovessero sorgere presso gli istituti di credito dell’Eurozona. Il progetto ha continuato a concretizzarsi ed è stato sottoposto al vaglio del settore bancario. L’associazione spagnola ha già messo in chiaro che l’esistenza di due regolamentazioni parallele rappresenterà un problema per gli istituti.
«Le proposte sugli NPL di Commissione Europea e BCE in merito a piani di conferimenti minimi con criteri prudenziali (backstops), non coincidono tra loro né nella natura (Primo Pilastro una, Secondo l’altra), né nel campo di applicazione obiettivo (nuove operazioni la prima, nuovi NPL la seconda), né nel trattamento delle esposizioni a rischio default né, specialmente, nel calendario e nelle percentuali in base a cui tali conferimenti devono essere apportati», segnala la AEB nel suo documento, che prevede potenziale «incertezza» e «costi elevati» per gli istituti di credito.
Il settore bancario spagnolo, nella sua missiva, ricorda alle autorità europee che, prima di approvare la versione definitiva dei nuovi obblighi prudenziali, è necessario chiarire le interazioni tra i due sistemi. Un esempio: i termini imposti dalla BCE sono più rigidi di quelli stabiliti da Bruxelles.

Un calendario inutile

La AEB, inoltre, ritiene che almeno uno di questi due nuovi calendari si rivelerà sicuramente «inutile». «Anche considerando la diversa natura legale delle due proposte (la normativa comunitaria è uno standard vincolante, mentre la guida della BCE include solamente delle aspettative del supervisore), la verità è che, di fatto, gli istituti dovranno rispettare la normativa più restrittiva e, pertanto, la guida della BCE potrebbe finire per essere la regolamentazione prevalente», anticipano dal consorzio bancario spagnolo.
Le banche iberiche, secondo l’associazione presieduta da José María Roldán, dovranno assumere maggiori costi per fare fronte a due contabilità parallele, dovute alla coesistenza di due regolamentazioni diverse sugli accantonamenti. «Inoltre, si dovrebbe anche considerare il fatto che non è ancora chiaro quale delle due stime, se non addirittura entrambe, dovrebbe includersi in contabilità, documenti gestionali interni, ecc.», avverte la AEB.
La confederazione degli istituti di credito prosegue il suo scritto avanzando alla Commissione Europea varie proposte di riforma. Gli istituti opterebbero per rinunciare ad applicare le deduzioni sui livelli di capitale di riferimento per quelle banche che accumulino troppi NPL; in cambio, proporrebbero l’aumento dei volumi di attivi ponderati in base al rischio (APR), vincolati a tali esposizioni problematiche. Tale opzione «è un’alternativa che svincolerebbe la proposta della CE dagli standard contabili. Non solo non metterebbe in discussione i livelli di accantonamenti accumulati, ma permetterebbe anche di associare i maggiori rischi a quelle parti delle esposizioni creditizie non coperte dalle garanzie», spiega l’associazione bancaria spagnola.
La AEB prosegue nelle sue raccomandazioni chiedendo alle autorità comunitarie di creare un backstop consistente in base all’attuale quadro normativo, che non provochi una situazione arbitraria; vale a dire, che gli istituti possano finire per disporre di due regolamentazioni incompatibili aventi uno stesso campo di applicazione. Anche l’intenzione di Bruxelles di stabilire obiettivi minimi annuali da rispettare per adempiere progressivamente alla nuova regolamentazione non è esente da critiche. Secondo le banche, ciò sarebbe contrario alla finalità di questi accantonamenti aggiuntivi: «Per definizione, un ampliamento è uno strumento che opera come una barriera o un supporto, di modo che consideriamo non appropriato regolamentare il percorso per raggiungere i livelli segnati da tali aumenti», indicano i rappresentanti dell’organizzazione.

Fonte: Expansión. Traduzione di Nicolò Megliorini

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